Venerdì ho preso possesso della mia nuova casa romana. Romana, beh, si fa per dire. In prossimità di Roma. Con me solo lo stretto indispensabile: 2 valigie, 2 borsoni, uno stendino, due conche, un carrello da cucina, una scatola gonfia di detersivi, una busta blu ikea ricolma di stampelle. Considerando che nelle valigie non c'erano vestiti ma sola biancheria per la casa di bucato posso fieramente asserire che,causa ritardo e relative cose fatte di corsa, ancora una volta ho riempito il bagagliaio della mia auto alla cosidetta "Pisello di cane", con detersivi, stendino, stampelle e zero capi d'abbigliamento.
Ovviamente il trasloco si fa alle sette di sera. Lo step è fondamentale per giungere a Roma proprio nell'ora di cena, quando nessuno, ma proprio nessuno, toglie la macchina da uno dei parcheggi sotto casa.
Anche perchè sotto casa mia c'è un ristorante.
Il gesto è propiziatorio per tutto il trasloco stesso: ponendo x il valore medio delle parolacce che è lecito dire durante un trasloco, fare il carico/scarico auto a 3 km dal portone permette di emettere il 75% dei santioni concessi subito, riducendo di molto il rischio che essi vengano proferiti perchè un comodino ti cade sul piede.
Quando entro mi accorgo subito che la stanza non è propriamente arredata secondo il mio gusto: così, a colpo d'occhio, conto: un crocifisso, un sacro cuore, una madonnina e una Santa Lucia. Assente ingiustificato il calendario di Padre Pio/Frate Indovino.
Nel giorno di sabato inizia la sistemazione vera e propria: dopo aver fatto la lista di ciò che strettamente serve mi dirigo con Fra da Ikea. La lista prevede l'acquisto di un tavolo, un tavolinetto per la tv, una libreria e una luce per il comodino. La visita da Ikea si svolge nella seguente maniera: primi 45 minuti Ikea dei piccoli (accesso subitaneo attraverso la via breve, saltando l'esposizione) e acquisto immediato del pezzo portante del mio arredamento:
Successivi 30 minuti: visita a ritroso dell'esposizione perchè "ah già i mobili li ho già scelti sul sito ma se non so l'ubicazione dove cappero li vado a prendere in magazzino".
Successivi 30 minuti: visita del mercato.
Fra: "Andiamo dritti alle luci che sennò chiude".
Dim"Amore guardaaaaaaa (piatti - biancheria - tappeti - orologi - cornici)".
Alle luci:
Fra: "Guarda questa, la Morker, è carina e costa poco".
Dim: "Ma no, aspetta..."
15 minuti e 20 lampade dopo...
Dim: "Prendo la Morker, è carina e costa poco".
Al magazzino non ci sono i carrelli e ci fanno attendere un po':
"Fraaaaa,
abbiamo (ho) fatto tardi! Ora
dovremo (dovrai) caricare tutto di corsa".
A casa ci attende il mio divano letto ikea: è necessario montarlo prima di uscire con gli amici per assicurare un letto a Fra che dorme a casa mia, visto che io ho solo un letto singolo. Ovviamente le istruzioni le ho perse nel 2001, circa 30 minuti dopo averlo montato la prima volta.
"Fraaa, non ricordo se le zampette corte vanno montate in dentro o in fuori. Farà differenza?"
"Non credo, dai, è roba di tre centimetri".
"Ma infatti, è roba di tre centimetri. Mettiamole in dentro."
Ore 04:22 di sabato notte:
Forse faceva differenza.
La domenica finalmente riusciamo ad espletare l'ultimo step: montaggio e disposizione definitiva dei mobili.
Fra: "Io metterei i mobili così, cosa e cosù".
Dim: "Naaah, non mi piace: proviamo cosù, così e cosà".
Dim: "No, così non va bene, proviamo invece..."
Dim: "E se facessimo..."
Dim: "Sai che ti dico? Alla fine meglio di tutti è mettere i mobili così, cosà e cosù."
Comunque alla fine questo è stato il risultato definitivo:
Comunque Fra è tutto il giorno che si lamenta che oggi c'è la scadenza dell'Unico e farà l'una in ufficio.
Ma io che dovrei dire? Avete idea di quanto sia stato stancante sovrintendere a tutto questoooooooo?